regia di Gabriele Vacis
scenofonia e ambienti di Roberto Tarasco
con Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera
produzione PoEM Impresa Sociale con Artisti Associati Gorizia e Fondazione ECM Settimo Torinese
Gabriele Vacis e i ragazzi di PoEM attraversano Eschilo per interrogare il presente e la nostra relazione profonda, quasi ancestrale, con il conflitto. Al centro della scena c’è Tebe sotto assedio: una città chiusa nelle sue mura, minacciata da un nemico esterno che però, alla settima porta, rivela il volto del fratello. Perché ogni guerra, prima o poi, è anche guerra civile. Il testo antico si intreccia a voci contemporanee, dati sulle armi moderne, riflessioni storiche e culturali, in un dialogo con autori come Sun Tzu, Brecht e James Hillman. I giovani interpreti di PoEM portano in scena pensieri, paure, desideri e fragilità della loro generazione, trasformando la tragedia in un rito fisico e corale. Parole, canti, gesti e movimento compongono un corpo unico, capace di far risuonare il mito nel nostro tempo e di guardare senza retorica alla terribile vitalità della guerra, là dove amore, ferocia e paura sembrano confondersi.