di Anton Čechov
regia Peter Stein
traduzione e adattamento Peter Stein
musiche originali composte
Andrea Nicolini
eseguite dal vivo da
Andrea Nicolini e Davide Lorino
scene Ferdinand Woegerbauer
costumi Anna Maria Heinreich
luci Mattia De Pace
assistente alla regia Carlo Bellamio
produzione Tieffe Teatro, Fondazione Teatro di Roma, Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo Stabile di Palermo
con
Alessandro Averone – Michaíl Vassílevich Platònov
Maddalena Crippa – Anna Petròvna Vòjnìzeva
Sergio Basile – Abram Abràmovich Venghèrovich
Gianluigi Fogacci – Porfirij Seminòvich Glagòliev
Andrea Nicolini – Ivàn Ivànovich Triletzkij
Francesco Santagada – Nicolaj Ivànovich Triletzkij
Maria Chiara Centorami – Sofia Egòrovna
Odette Piscitelli – Alexandra Ivànovna, Sascia
Alessandro Sampaoli – Òssip
Emilia Scatigno – Maria Efímovna Grècova
Tommaso Garrè – Isaak Abràmovich Venghèrovich
Davide Lorino – Timoféi Gordéievich Bugrov
Sebastian Gimelli Morosini – Kiríl Porfírevich
Glagòliev Giulio Petushi – Serghej Pàvlovich Vòjnizev
Paola Giorgi – Katia
Con Platonov, Peter Stein, maestro della regia internazionale e profondo conoscitore dell’opera di Čechov, affronta uno dei testi più affascinanti e irrequieti del giovane autore russo. Al centro c’è un uomo dotato di talento e fascino, ma incapace di trovare un posto nel mondo. Amato da quattro donne, Platonov non riesce a scegliere, si perde nei propri pensieri, oscilla tra desideri e paure, fino a diventare prigioniero della propria inquietudine. In questo personaggio Čechov anticipa la figura dell’uomo “superfluo”, destinata ad attraversare molti dei suoi racconti e drammi: un essere intelligente, seducente, contraddittorio, incapace però di trasformare la propria vitalità in una direzione. Intorno a lui si muove un universo di personaggi fragili e bellissimi, in lotta con problemi economici, emotivi, affettivi. Affidato a un cast straordinario, Platonov diventa un grande affresco umano e corale: il ritratto di un mondo che sta crollando, ma che non rinuncia alla bellezza.