Nuova produzione

PLATONOV di Anton Čechov regia di Peter Stein

con : Maddalena Crippa, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci, Emilia Scatigno, Sergio Basile, Alessandro Sampaoli e altri nove attori in via di definizione.

Scene: Ferdinand Woegerbauer
Costumi: Anna Maria Heinreich
Traduzione e adattamento: Peter Stein e Carlo Bellamio Assistente regista: Carlo Bellamio

Una produzione TieffeTeatro – Teatro Menotti Milano – Teatro di Roma – Teatro Stabile di Catania -Teatro Biondo di Palermo.

Prima mondiale Festival dei Due mondi di Spoleto 26 Giugno 2026.

Nel 2010/2011 il Teatro Menotti ha prodotto I Demoni di Dostoevskij, con la regia di Peter Stein: un’opera monumentale e straordinaria, andata in scena nei più importanti Festival internazionali e teatri. Un evento teatrale epocale che ha tracciato una linea di eccellenza nel teatro europeo contemporaneo.

Oggi quella collaborazione si rinnova con Platonov, un’altra grande sfida artistica. A firmarla è ancora una volta Peter Stein, maestro indiscusso della regia del secondo Novecento, fondatore della leggendaria Schaubühne di Berlino, protagonista di un teatro filologico, rigoroso, profondamente umano. Tedesco, classe 1937, Stein ha segnato l’immaginario scenico con la sua capacità di rileggere i classici in chiave contemporanea, mantenendone intatta la complessità. In scena i suoi attori “complici” come Maddalena Crippa, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci, Andea Nicolini, Emilia Scatigno e Alessandro Sampaoli parte di una compagnia di 15 attori scelti con il solito rigore dal maestro.

Con Platonov, Stein affronta un’opera giovanile di Anton Čechov, scritta intorno al 1880, e nota anche con il titolo “Senza padri”. È un testo straordinario, visionario, difficile, mai pienamente compiuto, ma proprio per questo carico di potenziale.

Peter Stein racconta Platonov

«È la storia di un uomo dotato di talento e fascino, ma incapace di trovare un posto nel mondo. È amato da quattro donne, ma non riesce a scegliere. Si perde nei suoi stessi pensieri, oscilla tra desideri e paure, fino a detestarsi. Pensa al suicidio, e proprio quando trova il coraggio di vivere, una delle donne che lo ama lo uccide.

Platonov è il primo esempio di quegli uomini "superflui" che Čechov avrebbe poi disseminato nei suoi racconti e drammi. È anche un testo pieno di altri personaggi bellissimi, ognuno in lotta con le proprie contraddizioni, con problemi economici, emotivi, affettivi. È il ritratto di un mondo che sta crollando ma che non rinuncia alla bellezza.

Per raccontare questa storia ci vogliono quindici attori, e una scenografia che riesca a restituire la complessità e la ricchezza di questo universo. Ho immaginato cinque spazi diversi, che si trasformano e si rincorrono come gli stati d’animo dei personaggi: una grande veranda dove si svolgono le prime scene di incontro; un parco notturno, che si illumina di fuochi d’artificio come un’illusione di felicità; un tratto di ferrovia con pali telegrafici, simbolo di un progresso che non salva; l’interno di una piccola scuola di campagna, luogo di idealismo e frustrazione; e infine una stanza sontuosa con armi alle pareti, dove si consuma la tragedia.

Mettere in scena Platonov è un’impresa piena di timori e speranze. Ma ne vale la pena. Pochi testi teatrali offrono una tale ricchezza umana, poetica, drammatica. Čechov, anche da giovane, aveva già capito tutto.»

DISPONIBILE da gennaio a marzo 2027

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