ORE 18:30
Balbir è un bracciante indiano che, nell’Italia di oggi, combatte una battaglia durissima contro le agromafie e la schiavitù. Un ribelle che ministri della Repubblica, fascisti e razzisti potrebbero definire “carico residuale”, “invasore” o uno che si gode la “pacchia” italiana. Eppure, abitando nell'Agro Pontino, a soli 80 chilometri da Roma, Balbir per 6 anni ha lavorato per 16-18 ore al giorno, tutti i giorni, per una retribuzione che variava tra i 50 e 150 euro al mese. Per mangiare rubava il cibo che il padrone italiano, vicino a diversi clan mafiosi, gettava alle sue galline e maiali. Un inferno vissuto in un Paese democratico che afferma di essere fondato sul lavoro. Balbir ha però deciso di non rassegnarsi e di ribellarsi, di lottare per la sua e la nostra libertà e dignità, rischiando la vita più volte. Un uomo “in rivolta”, come direbbe Camus, la cui lotta ed esempio sono il più grande antidoto contro ogni forma di razzismo, fascismo, violenza, sfruttamento e schiavismo. E questa è la sua storia.
Evento tradotto in LIS
