Regia, video, luci e musiche Rajeev Badhan
Drammaturgia Massimo Sgorbani
Con Elena Strada, Sofija Zobina e in video Isabella Nefar
Assistente alla regia Harbans Badhan e Alberto Baraghini
Segretaria di compagnia Elisa Marchese
Fotografie di scena Elisa Calabrese
Produzione SlowMachine con il sostegno del MIC
Durata spettacolo: 60 minuti
Tre donne, tre canti, tre universi femminili scolpiti nella parola, nell’immagine e nella tempesta. Lo spettacolo mette in scena tre monologhi intensi e struggenti, legati da un filo rosso che intreccia maternità, violenza e sacralità, nel mondo antico come in quello contemporaneo. Una mistica medievale canta l’estasi e il dolore della vocazione spirituale; una donna, durante la guerra in Kosovo, offre corpo e cuore per sopravvivere all’attesa; una donna palestinese, sterile e isolata, trova nel martirio l’unico riconoscimento. Tre storie di martirio e redenzione, attraversate dal suono e dall’immagine, in un dialogo poetico e violento con il divino. Le tecnologie si intrecciano con la parola e il corpo delle attrici, dando vita a un affresco spirituale e carnale, dove la tempesta è interlocutrice e tormento, materia e spirito. Un’opera potente e visionaria, in cui il teatro diventa rito e denuncia, memoria e presente, voce delle donne e del loro sacrificio.