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prima viola solista Orchestra del Teatro alla Scala di Milano

Allievo di alcuni tra i più importanti Maestri di viola e di musica da camera, Danilo Rossi si diploma a 19 anni con il massimo dei voti e lode, ma già dall’età di 16 anni si mette in luce, vincendo il suo primo Concorso Internazionale.

Appena diplomato supera il concorso per Prima Viola Solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, divenendo il più giovane strumentista nella storia del Teatro milanese ad aver ricoperto tale ruolo. Da quel momento la carriera di Danilo Rossi sarà costellata da una serie di incontri, concerti, festival, recitals che lo porteranno in giro per il mondo, esibendosi nei più importanti Teatri e Sale da Concerto.

Immerso nella musica come pochi altri, Danilo Rossi ha spaziato innumerevoli volte nei generi musicali anche i più lontani tra di loro.

Ecco quindi che le numerose collaborazioni con grandi artisti dell’ambito jazz o pop hanno fatto di Danilo Rossi un esempio unico di come sia possibile vivere la musica nella sua completezza, senza nessuna barriera.

​Danilo Rossi vive la musica nella sua interezza.

Da sempre aperto alle più diverse esperienze, ha al suo attivo numerosi incontri con attori, scrittori, poeti che lo hanno portato ad esibirsi negli ambienti più diversi: dalle carceri ai boschi del Trentino, dalle paludi dello Sri Lanka ai Teatri Off delle periferie.

​Grazie ai grandi Maestri con cui ha studiato e agli importanti incontri artistici nei suoi oltre trent’anni di carriera, Danilo Rossi ha potuto acquisire certezze musicali e umane, tali da far raggiungere straordinari risultati ai moltissimi studenti che hanno avuto la costanza di seguirlo.

È la viola che lega, è la viola che tiene il passo, è la viola che cambia l’armonia e il colore, è la viola che fa un passo indietro o un passo avanti al momento opportuno, è la viola che segue e spesso insegue, è la viola che la butta là per ultimo, ma pronta a risolvere per prima, è la viola che alla fine si scorda… di essere viola, ma si accorda … per essere con tutti. È la viola che “conta”;… e il mio amico Danilo sa cosa intendo, in tanti anni di bella musica insieme.

Mario Brunello

Ogni deviazione, ogni guasto, ogni accidente che ci porta a allungare la strada ci sta regalando l’imprevisto, il tempo che sembrava perso, è tempo invece regalato. E’ tempo fuoripista, l’escursione, quello che non avremmo mai scoperto se non avessimo abbandonato la strada principale.

Itaca dona in viaggio a Ulisse e il viaggio è pieno di deviazioni che lo rendono maraviglioso. Forse per questo il poeta Vinicius de Moraes diceva che “la vita è l’arte dell’incontro”.

La strada di Danilo Rossi e della sua straordinaria viola si è concessa queste soste alle isole di Calipso e dei Ciclopi, dai sentieri maestri dell’orchestra e della grande letteratura classica si è avventurata in fuori strada, obbedendo ai richiami e alle seduzioni degli incontri, come illustra questa sezione del suo sito.

In una di queste deviazioni, per l’opera del maestro, amico e complice Stefano Nanni, si è avventurata fino allo scoglio delle sirene. Ne ha potuto udire il richiamo e, legato all’albero della partitura, ha potuto ascoltarne la seduzione. Le sirene non fanno male a nessuno, non hanno artigli, né denti affilati. Soltanto che il loro canto seduce con le voci degli assenti, seduce raccontando a chi lo ascolta l’intera sua vita. Danno la morte perché in quel canto ogni desiderio è appagato, ogni separazione colmata e allora ci si lascia morire, perché non si ha più motivo di andare avanti. Ma Danilo non è perito, ha proseguito il viaggio e ha affidato il ricordo di quanto ha udito alla piccola cassa di legno, al petto da uccello del suo strumento, che ha il nome di un fiore, la viola appunto che lo ha reso celebre nel mondo.

Ecco, la sua viola del pensiero a me ha fatto sentire il canto delle sirene e spero anche a voi. Che il viaggio ti sia ancora ricco di deviazioni e imprevisti, caro Danilo, e che lo sia anche per voi che ne seguite l’opera e il cammino.

Vinicio Capossela

Danilo Rossi, Primissima Viola dell’Orchestra della Scala, è un gigante, che tiene tutto il suo gruppo sulle sue spalle e sa sempre almeno due battute prima che mi giri verso le viole che cosa voglio ritmicamente e musicalmente. Questa sua caratteristica è un sogno per un povero direttore come me!

Zubin Mehta

Link: https://vimeo.com/624497845
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