Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

ULDERICO PESCE – MORO: I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L’ITALIA

28 Luglio 2021

28 LUGLIO MORO: I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L’ITALIA

scritto da Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce

interpretato e diretto da Ulderico Pesce

ll 9 maggio del 1978, in via Caetani a Roma veniva ritrovato nel portabagagli di una Renault rossa il corpo dell’onorevole Aldo Moro crivellato da 11 colpi, dopo un rapimento durato 55 giorni.

Il presidente della Democrazia Cristiana, venne rapito la mattina del 16 marzo 1978 in via Fani e i 5 uomini della sua scorta vennero uccisi da terroristi armati di mitragliatrici e travestiti con le divise del personale di volo dell’Alitalia.

Gli uomini della scorta erano Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Oreste Leonardi.

Raffaele Iozzino, unico membro della scorta che prima di morire riuscì a sparare due colpi di pistola contro i terroristi, era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini. Raffaele, alla Cresima, aveva avuto in regalo dal fratello Ciro un orologio con il cinturino in metallo. Ciro, quella mattina del 16 marzo era a casa e da un’edizione straordinaria del telegiornale vide l’immagine di un lenzuolo bianco che copriva un corpo morto. Spuntava da sotto al lenzuolo soltanto il braccio con l’orologio della Cresima. Questa immagine è la radice prima del dolore di Ciro, protagonista dello spettacolo. Questo dolore diventa rabbia, e questa rabbia lo spinge a rintracciare il giudice Ferdinando Imposimato, titolare del processo, al quale chiede di sapere la verità.

Importante e intenso è anche l’incontro e l’amicizia tra Ciro e Adriana, la sorella del poliziotto Francesco Zizzi, altro membro della scorta di Moro, proveniente da Fasano in provincia di Brindisi, che quella mattina del 16 marzo era il suo primo giorno di lavoro e sostituiva la guardia titolare che la sera prima, “stranamente”, era stata mandata in ferie.

Francesco, diventato da poco poliziotto, aveva una grande passione per la chitarra e in macchina cantava le canzoni di Domenico Modugno, pugliese come lui e come lo stesso Aldo Moro.

Uno spettacolo importante di teatro civile, che commuove e fa riflettere, dove la Storia si intreccia con le storie dei protagonisti e il lavoro documentario ai racconti privati.

“Ulderico Pesce, in un’ora è riuscito a condensare le parti più importanti di questa drammatica vicenda che ha segnato la vita del nostro paese al punto da determinare la crisi in cui noi oggi ci troviamo”.

Ferdinando Imposimato

Ulderico pesce parla a nome di anime morte, con una malinconia contadina, non polemica. Perciò forte.

Dettagli

Data:
28 Luglio 2021

2019 © . Tutti i diritti sono riservati