Venerdì 2 luglio

Produzione Teatro del Simposio e A3 Apulia Project

TEATRO DEL SIMPOSIO

STORIA DI UN IMPIEGATO

Da Fabrizio De Andrè

Arrangiamenti originali a cura di Walter e Fabio Bagnato degli A3 Apulia Project
Drammaturgia di Antonello Antinolfi
Regia di Francesco Leschiera
Con  Francesco Leschiera, Fabio Bagnato (chitarre e voce),Walter Bagnato (pianoforte, fisarmonica, voce), Guido Bistolfi (basso elettrico), Umberto Gillio (batteria)
Scene e costumi di Paola Ghiano e Francesco Leschiera
Assistente alla regia Alessandro Macchi

 

“Storia di un impiegato” è un concept album del 1973, un disco che potrebbe essere un romanzo, un’opera teatrale, un film. Fabrizio De Andrè tratteggia in quest’album la storia di una ribellione sognata, tentata, fallita e, infine, paradossalmente riuscita. È la rivolta di un impiegato, simbolo della mediocrità della società borghese degli anni ’70, anni in cui, alla violenza degli estremismi terroristici, lo spirito rivoluzionario del ’68 andava perlopiù sopravvivendo in azioni anarchiche, individualiste e sempre irrimediabilmente sterili.

Molte di quelle tematiche, rilette oggi, rimangono inalterate: la ricerca di un senso di appartenenza, la solitudine, il senso di sconforto. L’impiegato di oggi, che possiamo rileggere come “uomo comune” è immerso nella stessa impossibilità a creare una vera relazione con la società che lo circonda e che lo porti a sviluppare quel senso di appartenenza collettivo.

Sulla base di questo parallelismo lo spettacolo si svolge da un lato riproponendo le poetiche dell’album, riarrangiato e suonato dal vivo, e dall’altro mediante la messa in scena di un protagonista, l’impiegato-persona di oggi, che attraverso un linguaggio contemporaneo mette in luce le i conflitti e le tematiche tutt’ora presenti.

Questo spettacolo, non è semplicemente la riproposizione musicale dell’album, ma in chiave più teatrale è una rilettura e un confronto, attraverso le parole dell’uomo di oggi, di quel mondo evocato, a distanza di tanti anni. Un mondo contemporaneo in cui “le piccole guerre quotidiane si vincono e si perdono nel più assoluto silenzio

 “…..per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti….” Fabrizio De Andrè