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NOTTI

Produzione SlowMachine con il sostegno di Fondazione Teatri delle Dolomiti, FUNDER 35, Fondazione Cariverona

Regia di Rajeev Badhan
Assistente alla produzione Alex Paniz
Scene Badhan/Strada realizzate da Matteo Menegaz
Drammaturgia di Elena Strada
Direttore della fotografia Federico Boni
Con Elena Strada, Ruggero Franceschini, Alberto Baraghini

Può “Le notti bianche”, a duecento anni dalla nascita del suo autore, parlare ancora alle generazioni di oggi? Quali universi può aprire? Quali immaginari può svelare? Quali contrasti può portare alla luce? A partire da “Le notti bianche” di Dostoevskij e passando attraverso “Amore liquido” di Bauman, Elena Strada sviluppa una drammaturgia originale che si interroga sulla dimensione nell’oggi di quell’assoluto e fragile sentimento chiamato amore.

Attraverso la regia di Rajeev Badhan, che mette in dialogo teatro, video, video live e una recitazione desaturata, ne nasce uno spettacolo dalla forte tensione visionaria in cui due e più livelli visivi e temporali si intrecciano nella ricerca di un senso profondo delle relazioni ai nostri tempi. SlowMachine porta avanti con questo lavoro la sua ricerca sui linguaggi del contemporaneo esponendosi ad un confronto tra diverse epoche, generazioni, tecnologie e mezzi espressivi sul concetto di amore. In scena tre attori/autori di una narrazione che si sdoppia, crea parallelismi, seconde dimensioni, labirinti, per poi infrangersi.

Il risultato genera nuovi quesiti: può la liquidità della nostra epoca influire anche sui sentimenti più forti e apparentemente solidi? Il concetto di amore ha un denominatore comune? Amore e libertà sono un binomio incompatibile?… Interrogativi che ci vedono tutti protagonisti silenziosi di una storia ancora da scrivere.

Può “Le notti bianche”, a duecento anni dalla nascita del suo autore, parlare ancora alle gene- razioni di oggi? Quali universi può aprire? Quali immaginari può svelare? Quali contrasti può portare alla luce?

A partire da “Le notti bianche” di Dostoevskij e passando attraverso “Amore liquido” di Bauman, Elena Strada sviluppa una drammaturgia originale che si interroga sulla dimensione nell’oggi di quell’assoluto e fragile sentimento chiamato amore. Attraverso la regia di Rajeev Badhan, che mette in dialogo teatro, video, video live e una recitazione desaturata, ne nasce uno spettacolo dalla forte tensione visionaria in cui due e più livelli visivi e temporali si intrecciano nella ricerca di un senso profondo delle relazioni ai nostri tempi.

SlowMachine porta avanti con questo lavoro la sua ricerca sui linguaggi del contemporaneo esponendosi ad un confronto tra diverse epoche, generazioni, tecnologie e mezzi espressivi sul concetto di amore.
In scena tre attori/autori di una narrazione che si sdoppia, crea parallelismi, seconde dimensioni, labirinti, per poi infrangersi. Il risultato genera nuovi quesiti: può la liquidità della nostra epoca in uire anche sui sentimenti più forti e apparentemente solidi? Il concetto di amore ha un deno- minatore comune? Amore e libertà sono un binomio incompatibile?…

Interrogativi che ci vedono tutti protagonisti silenziosi di una storia ancora da scrivere.