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Musica Degenerata

Conferenza-spettacolo per la giornata della memoria

con il Patrocinio del Municipio 3

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Una lezione-concerto sulla “Musica Degenerata”, che parte dalla mostra organizzata a Düsseldorf nel 1937, dal titolo “Entartete Musik”, “Musica Degenerata”, che aveva lo scopo di diffamare pubblicamente tutti quei musicisti che non rispondevano al concetto, fasullo e posticcio, di “germanicità”, per arrivare ad approfondire la politica nazista di esclusione dalla vita culturale tedesca di tutta quell’arte considerata giudaica.

Un percorso storico-musicale necessario e potente che, attraverso la narrazione e l’esecuzione di brani di musicisti emarginati e banditi dal nazismo, ripercorre l’affermarsi del concetto di “razza” e approfondisce il processo d’integrazione dell’ebraismo tedesco nella vita della Germania di fine ‘800 per raccontare la feconda commistione delle due culture nella storia, con uno sguardo all’Italia e ai suoi musicisti ebrei.  

Il nazismo comprese fin dall’inizio l’importanza della musica e dell’arte come strumento per canalizzare il consenso e mise in atto un’accurata opera di mistificazione storico culturale volta alla costruzione di un’ideologia razziale delle arti.

Non solo vennero represse tutte le correnti artistiche innovative e le avanguardie, ma vennero perseguitati e proibiti anche tutti i musicisti di religione ebraica che avevano fatto la storia della musica e, in particolare, la storia della musica tedesca.  

Il Trio Iride e il Duo L’aura propongono un progetto, tra musica e narrazione storica, volto ad approfondire le politiche musicali naziste. 

Gli autori scelti:

Felix Mendellsohn-Bartholdy: discendente di un’importante famiglia di studiosi dell’ebraismo, nacque in una famiglia integrata che aveva ormai tagliato le radici con la propria tradizione culturale religiosa. I genitori, che appartenevano all’alta borghesia tedesca, decisero di convertire Felix e sua sorella Fanny, quando erano bambini, dapprima al cristianesimo poi al protestantesimo.  Ma nonostante questo, la musica di Mendellsohn fu comunque proibita dal nazismo perché l’appartenenza all’ebraismo era considerata una questione “di sangue” che, pertanto, non poteva essere annullata dalla conversione.

Max Bruch: compositore romantico tedesco di religione protestante, ascoltò per caso la melodia del Kol Nidrei, la preghiera che apre le celebrazioni dello Yom Kippur, il giorno dell’Espiazione dei

Peccati, una delle ricorrenze più sacre per l’ebraismo. Folgorato, letteralmente, dalla voce del rabbino che cantava questa melodia struggente, decise di farne un’opera per violoncello, arpa e orchestra. Pubblicata a Berlino nel 1881, quest’opera dimostra come la commistione delle culture sia feconda e quanto l’ebraismo fosse integrato nella vita tedesca.

Béla Bartók: compositore ungherese che, nonostante appartenesse all’avanguardia musicale, non fu inserito nella lista dei musicisti degenerati, probabilmente perché il regime nazista era molto vicino a quello ungherese. Questo dimostra come l’apparato storico costruito dal nazismo fosse modificabile a seconda delle esigenze e delle convenienze politiche del momento. Quando venne

allestita la mostra a Düsseldorf, Bartók, che si opponeva strenuamente sia alla destra del suo paese che al nazismo, scrisse una lettera indignata, dichiarando apertamente la sua appartenenza alle avanguardie musicali e chiedendo quindi a gran voce di essere inserito nell’indice dei libri proibiti al pari dei musicisti suoi contemporanei.

Darius Milhaud: nato a Marsiglia di religione ebraica, per sfuggire alla persecuzione nazista, scappò dalla Francia trovando rifugio negli Stati Uniti.

Mario Castelnuovo-Tedesco: musicista ebreo fiorentino, scappò dall’Italia dopo l’emanazione delle leggi razziali che proibivano l’esecuzione della musica di artisti ebrei. Visse negli Stati Uniti , esule solo e sradicato.

Leone Sinigaglia: ebreo torinese, decise di non lasciare l’Italia, convinto che le leggi razziali fossero una follia passeggera. Dopo l’occupazione nazista dell’Italia venne arrestato e morì d’infarto

mentre veniva trasferito in carcere.

Il Duo L’aura, composto da violoncello (Laura Stella) e pianoforte (Laura Vergallo Levi), si è formato nel 2018 a Milano. Si esibisce regolarmente in manifestazioni culturali di vario genere, per enti privati e associazioni, per Comuni e realtà locali. Ha recentemente approntato un programma volto ad approfondire le politiche musicali naziste, proposto nelle scuole con il patrocinio dell’Associazione Figli della Shoah. 

Il Trio Iride, composto da clarinetto (Enrico Bottini), violoncello (Laura Stella) e pianoforte (Laura Vergallo Levi) si è formato a Milano nel 2021. Ha suonato in diverse manifestazioni musicali a Milano e Torino con un repertorio che spazia dal classicismo al ‘900. Il Trio si sta specializzando nell’offerta di lezioni-concerto, in cui al pubblico viene proposta l’esecuzione di brani musicali collegati da un fil rouge storico-tematico che permette al pubblico di capire in modo più approfondito la musica proposta.