CASA DEGLI ALFIERI

Il delitto Moro: una generazione divisa

Di e con Marco Baliani
Regia Maria Maglietta
Collaborazione drammaturgica Alessandra Rossi Ghiglione
Montaggio video Michele Buri
Ricerca iconografica Eugenio Barbera
Produttore esecutivo Maurizio Agostinetto
Direzione tecnica Massimo Colaianni

È sempre difficile raccontare qualcosa che ci è tanto vicino, specie se quel qualcosa ha inciso profondamente sulle nostre esistenze e sulle nostre scelte. La materia è ancora così pulsante e non dipanata dalla lontananza, che si rischia allora di leggerla col senno di poi, filtrandola e mettendola a distanza di sicurezza.
Nei 55 giorni della prigionia di Moro ho raccontato di una lacerazione, di come il tema della violenza rivoluzionaria abbia dovuto fare i conti con un corpo prigioniero, e come questa immagine sia divenuta via via spartiacque per scelte fino ad allora rimandate, abbia fatto nascere domande e conflitti interiori non più risolvibili con slogan o con pratiche ideologiche.

CASA DEGLI ALFIERI

Di e con Marco Baliani

Dall’omonimo saggio di Ernst Bloch

Sarà possibile anche in teatro creare una condizione di ascolto immaginativo, dove si possa, come dice Bloch, “pensare affabulando”, dove le direzioni (anche formali, di linguaggi usati) siano molteplici, aperte, non linearmente definibili?
Lo stupore e l’incantamento, i due temi che mi hanno guidato, sono luoghi che visito di sovente nel mio lavoro dell’attore o quando guido altri attori, sono due sostanze profonde
dell’atto teatrale. Vorrei presentare queste sostanze attraverso una specie di mappa, di costellazioni narrative diverse, come un ronzio multiforme di racconti, aneddoti, ricordi, poesie, digressioni, riflessioni, domande.
Vorrei alla fine che gli spettatori si alzassero forse sconcertati, dispersi, ma colmi di altre memorie non dette, desiderosi di aggiungere altri racconti alla collana, di completare non il mio lavoro ma il loro percorso all’interno della mappa.
MARCO BALIANI

CASA DEGLI ALFIERI

Di e con Marco Baliani
Collaborazione alla drammaturgia Ilenia Carrone

Di solito si associa alla parola “coraggio”, un’azione eclatante, dettata da un’urgenza impellente, un’azione che sfida la morte e se ne appropria, mostrando una luminosa presenza dell’umano.
È il coraggio “numinoso”, visibile, mostrato, che accade in condizioni estreme, e che diviene poi epos, racconto, esempio. Ma c’è un altro tipo di coraggio, silenzioso e non
appariscente, ed è di questa declinazione della parola Coraggio che questo spettacolo vuole dire. Il coraggio silenzioso agisce nell’essere umano quasi inaspettatamente, non
presuppone una tempra guerriera, non si staglia sulla scena per mostrarsi nella luce, non si aspetta ricompensa, neppure quella, postuma, del racconto esaltante. In questo spettacolo c’è quel nocciolo luminoso che trasforma un’esistenza intera in un atto esemplare, ma silenzioso, luminoso ma vissuto nell’ombra, nel pudore, nella pura
necessità del dover agire. Una struttura drammaturgica semplice, parole e musica che si intrecciano per restituire la semplicità scandalosa di quegli umani atti di coraggio silenzioso.

CASA DEGLI ALFIERI

Tratto dall’opera “Michael Kohlhaas” di Heinrich von Kleist
Di Marco Baliani e Remo Rostagno
Attore narrante Marco Baliani
Regia Maria Maglietta

La storia di Kohlhaas è un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500, scritto da Heinrich von Kleist in pagine memorabili.
Kohlhaas è la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda, cos’è la giustizia e fino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri, non si risolve
tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista una ambigua aura di possibile eroe del suo tempo.

CASA DEGLI ALFIERI

Con Marco Baliani
Di Mario Bianchi e Marco Baliani
Regia Marco Baliani

Frollo è il nome del protagonista della storia: un bambino impastato di pan pepato che un giorno si trova a percorrere un’avventura più grande di lui. Il terribile vorace figlio del Re sta mangiando a pezzetti tutto il paese. Lo si potrà fermare solo andando alla ricerca di una sostanza magica che può placare la sua fame. Frollo parte e le avventure cominciano.
La storia è anche una metafora della nostra società dei consumi pronta a divorare ogni cosa. Naturalmente c’è anche un po’ di Pinocchio in questo Frollo che alla fine si sbriciola per rinascere bambino, e c’è anche un po’ di tutti noi nel bambino che si incammina per la sua strada, andando dritto, girando a destra, girando a sinistra, rivolgendosi chissà dove.

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MARCHE TEATRO

Scritto e interpretato da Marco Baliani
Regia di Maria Maglietta
scene e costumi Lucio Diana
immagini e musica Mirto Baliani
visual design David Loom
costumi ed elementi di scena Lucio Diana, Stefania Cempini

Per il soldato in trincea il tempo si assolutizza in un puro denso presente, un tempo inceppato nella minuta quotidianità della sopravvivenza, fatto di gesti folli divenuti normali, di azioni compiute per inerzia, senza speranza di cambiamenti. La percezione del tempo, impedisce alla parola di farsi discorso, essa gira in un flusso vegetativo o semidormiente, si etilizza, ubriaca di terrore o di fame o comunque di mancanze. L’individuo perde la coscienza della propria individualità, il singolo soldato diviene ingranaggio di una immensa
fabbrica produttrice di morte, è un pezzo di ricambio, un pezzo di artiglieria fatto di carne umana.
La prima guerra mondiale sperimenta su larga scala una forma di totale assoggettamento dell’uomo, la sua riduzione ad automa, fantoccio, cosa.
È da qui, da quel momento storico che si inaugura in occidente la possibilità di un controllo biopolitico del corpo umano, in forma industriale, di massa.
Aprendo la strada ai tanti totalitarismi del terrore del nostro Novecento.

MARCHE TEATRO

Di e con Marco Baliani
Regia Maria Maglietta
Scene, luci, video Lucio Diana
Paesaggi sonori Mirto Baliani
Costumi Stefania Cempini
Disegni Marco Baliani

Flussi di parole che prendono strade divaricanti mentre cercano disperatamente di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”. Quella manciata di minuti, che tanto durerebbe nel Reale il puro accadere dell’evento, si amplifica e diviene big bang di quell’universo di periferia, si espande nelle teste dei partecipanti all’evento, compreso il
cane, risucchiando come un buco nero anche chi non è lì su quel pratone d’erba polverosa, ma vicino ai cuori e alle coscienze di chi sta agendo.

BOTTEGHINO

Indirizzo
Via Ciro Menotti 11, Milano

Mail
biglietteria@tieffeteatro.it

Telefono
02 36592544

Orari
APERTURA AL PUBBLICO
dal lunedì al sabato dalle 15:00 alle 19:00
la domenica nei giorni di spettacolo dalle 14:30 alle 16:00
CENTRALINO OPERATIVO PER INFO E PRENOTAZIONI
lunedì-venerdì dalle 10:00 alle 19:00

ORARI SPETTACOLO

martedì 28 gennaio ore 20.30
mercoledì 29 gennaio ore 19.30
giovedì 30 gennaio ore 20.30
venerdì 31 gennaio ore 20.30
sabato 01 febbraio ore 19.30
domenica 02 febbraio ore 16.30
martedì 04 febbreio ore 20.30
mercoledì 05 febbraio ore 19.30
giovedì 06 febbraio ore 20.30
venerdì 07 febbraio ore 20.30
sabato 08 febbraio ore 19.30
domenica 09 febbraio ore 16.30

PREZZI BIGLIETTI

INTERI

a partire da 16,50 €
 

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