Sabato 31 luglio ore 19.30

Produzione Mikrà

ROBERTO MERCADINI

DANTE.

Più nobile è il volgare

Con Roberto Mercadini

 

Non si può fare quello che ha fatto Dante senza essere innamorati a sangue della parola; senza essere ossessionati dal suono delle diverse lingue, dal senso dei singoli vocaboli; senza essere permeati anima e corpo dal linguaggio. 

Nella Divina Commedia si snodano le più magnifiche e impressionanti immagini dell’oralità.

Il rogo eterno da cui esce la voce di Ulisse, che si agita al vento “come fosse la lingua che parlasse”.

Le miriadi di luci angeliche che fluttuano irradiando miracolosamente parole cantate.

E poi le bocche dei dannati e dei demoni che talvolta, degenerando, vengono ridotte alla loro funzione animalesca e restano disperatamente mute.

Ma Dante è capace anche di riflessioni straordinariamente profonde e sorprendentemente moderne.

È l’autore del De vulgari eloquentia, il primo trattato teorico sulla nostra lingua.

Proprio in apertura di quest’opera, confrontando il latino e il volgare, l’Alighieri scocca un giudizio spiazzante, apparentemente paradossale: delle due lingue “nobilior est vulgaris”, ossia “la più nobile è il volgare”. 

Un monologo per innamorarsi della parola e, in particolare, della lingua che parliamo.